Thelma e Louise a Cattolica: «Due donne in fuga da banalità e infelicità»

Ven 12 Aprile 2019
Giulia Farneti


CATTOLICA. Il viaggio di due donne, la conquista della libertà, la forza della loro amicizia e il coraggio di rischiare per cambiare: questo e molto altro sarà lo spettacolo Thelma e Louise in scena in anteprima assoluta questa sera alle 21.15 allo Snaporaz di Cattolica. Ispirato all’omonimo film di Ridley Scott, Thelma e Louise è un racconto in teatro e musica con Angela Baraldi, Francesca Mazza, che abbiamo raggiunto, e Rita Marcotulli al pianoforte. Le artiste riproporranno una storia di donne e il loro desiderio di appropriarsi delle proprie vite, apparentemente perdute.

Mazza, perchè ha detto sì a questo spettacolo teatrale?

«Sono stata contattata da Pasquale Vita, responsabile dell’Ater, per fare un progetto insieme con Rita Marcotulli e Angela Baraldi; la sua intenzione era quella di dare voce alle donne. Partendo da questo mi è venuto in mente il film Thema e Louise probabilmente anche per l’amore che ho avuto per le due protagoniste».

Ci racconta un po’ il suo personaggio?

«Sono Louise, più grande e matura rispetto a Thelma, che è piuttosto incosciente, meno esperta e più ingenua. Interpreto una donna abbastanza responsabile, padrona di sé e assassina del suo violentatore. Durante il viaggio che compiranno insieme, cambieranno la visione della loro vita».

Lo spettacolo è una fusione tra teatro e musica: due espressioni artistiche impegnative...

«Sono due linguaggi straordinariamente compatibili l’uno con l’altro; la musica fa parte di me, ho sempre cantato , e il teatro è esattamente la mia vita».

Thelma e Louise sono due donne alla ricerca della libertà. Da cosa stanno fuggendo?

«Scappano dalla banalità della propria vita e dall’infelicità della loro esistenza; Louise è una cameriera in un bar, Thelma è casalinga e moglie di un uomo prepotente. Fuggono da quella condizione femminile che le rende schiave degli uomini; pur sapendo che non tutti sono così, sia il film, sia lo spettacolo, cercano di demolire la figura maschile».

Anche oggi la libertà è difficile da conquistare?

«Direi proprio di sì, purtroppo. Molti diritti sono stati conquistati con grande fatica, motivo per cui si deve stare sempre in guardia».

Le due protagoniste sono due donne impaurite sul loro futuro, ma hanno il coraggio di mettersi in gioco: rischiare vuol dire vivere?

«Assolutamente sì. La stessa vita è un rischio».

Lo spettacolo celebra l’amicizia e il coraggio di essere donne.

«Proprio così. Ritengo inoltre che tra donne si possa instaurare un rapporto di sorellanza e solidarietà».

Cosa significa essere donna?

«Un privilegio».

Info: 0541 966778

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